Un nuovo mondo – Capitolo 6

Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 3.
Capitolo 4.
Capitolo 5.

6

Nuovo mondo – 23 Agosto 2019 – Giorno 8

Sfido chiunque, nella mia situazione, a escludere a priori l’eventualità di essere diventato una sorta di dio.
Forse mi sono lasciato prendere la mano, ma ho cercato di verificare fino a che punto si possano spingere i miei desideri.
Ho cominciato da cose piccole e insignificanti, esprimendo i desideri a voce alta e cercando di visualizzarli mentalmente.
La prima richiesta è stata di ingrandire una mela di dieci volte; meno male che non la stavo tenendo in mano, perché la massa è aumentata in proporzione e me l’avrebbe schiacciata.
In seguito ho provato a ottenere una supervista, così da visualizzare senza lenti l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo; è stato spettacolare.
Mi sono voluto togliere anche uno sfizio che avevo da tempo: ho chiesto che mi si allungasse fino a un metro.
All’inizio ho provato un po’ di disagio (anche perché il mio baricentro si è un po’ sbilanciato), ma dopo un paio di minuti ho cominciato a prenderci la mano.
Ho fatto anche un selfie e posso garantire che sarebbe piaciuto anche a voi.
Ora posso capire cosa provava quel bugiardo burattino di legno, ogni volta che gli si allungava il naso.

Tanto per valutare l’ampiezza dei miei poteri, ho chiesto che il Sole si spegnesse per cinque secondi.
Per un attimo ho dimenticato che la sua luce, per arrivare sulla Terra, impiega poco più di otto minuti; sono stato costretto ad attendere otto minuti anche per il calare delle tenebre.
Avete presente un’eclissi?
Aggiungete un consistente abbassamento della temperatura e avrete una piccola idea di cosa significhi spegnere il Sole; non lo rifarò più, altrimenti si estinguerebbe totalmente la vita sul pianeta.
Approfittando di questa misteriosa capacità, mi sono spinto oltre: perché non risolvere i grandi dilemmi della scienza, sfatando o confermando finalmente miti e teorie?
Mi sono seduto alla scrivania e, con il computer di fronte a me, ho iniziato a digitare lì i miei desideri; di seguito riporterò la trascrizione esatta di tutto quello che ho digitato.

Computer, da questo momento dovrai rispondere alle domande che ti sottoporrò.
Prima domanda: perché ci sono stati tutti questi cambiamenti, sulla Terra?

I recenti cambiamenti sulla Terra derivano dalla volontà di un essere superiore.

Seconda domanda: sono io questo essere superiore?

Non posso rispondere: me lo impedisce un potere più grande del tuo.

Terza domanda: esiste Dio?

Dio è un concetto astratto che indica, a seconda delle culture terrestri, il creatore di ogni cosa e il generatore della vita.
In senso metaforico, Dio può essere anche il Sole, in quanto contributore della vita sulla Terra.
In senso figurato, non esiste un essere dotato di intelletto superiore che giudica l’umanità in base ai dogmi professati dalla religione.

Quarta domanda: a esclusione delle creature presenti sulla Terra, esistono altre forme di vita nell’universo?

A esclusione delle creature presenti sulla Terra, nell’universo esistono altre 34422489344 forme di vita differenti; di queste, 28422 sono quelle dominanti sui rispettivi pianeti.
Delle 28422 specie dominanti, l’8% ha di base il carbonio, il 22% il silicio, il 34% il fosforo e il 36% il galakx.

Quinta domanda: cos’è il galakx?

Il galakx è uno degli elementi di scarto dei buchi neri.
Reagendo con particolari radiazioni, dà vita a degli esseri viventi che possono sopravvivere nel vuoto cosmico.

Sesta domanda: qualcuna di queste specie aliene è mai arrivata sulla Terra?

Non posso rispondere: me lo impedisce un potere più grande del tuo.

Settima domanda: cos’ha generato il Big Bang e qual è il significato dell’esistenza dell’universo e della vita?

Per rispondere a questa domanda, la mia potenza di calcolo dovrebbe aumentare di 7423554596 punti percentuali; in ogni caso, tu non la comprenderesti.

Ottava domanda: sono bello?

Per rispondere a questa domanda, avrei bisogno della capacità di mentire.

(Computer stronzo).
Nona domanda: esiste la ragazza dei miei desideri?

Non posso rispondere: me lo impedisce un potere più grande del tuo.

Decima domanda: posso morire?

È una domanda inutile: sei già morto.

[continua]

© Vittorio Tatti

Annunci

Un nuovo mondo – Capitolo 5

Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 3.
Capitolo 4.

5

Nuovo mondo – 22 Agosto 2019 – Giorno 7

Stamattina, dopo essermi svegliato, ho sbattuto inavvertitamente il ginocchio contro lo spigolo del comodino; non vi dico il male…
Il dolore è passato poco dopo, ma mi è venuto in mente che, in una situazione ben peggiore, avrei potuto avere bisogno di qualcosa per medicare me e i gatti.
Ho controllato ovunque, anche nel centro commerciale del bunker: non ci sono.
Perché non ci sono medicine?
Mancano anche cose banali come cerotti e disinfettante.
La presenza della palestra (immagino anche per tenermi in forma, non solo per giocare) e degli alimenti base di una dieta equilibrata, mi suggerisce che il mio organismo abbia sempre la necessità di dipendere da fattori esterni, per mantenersi in salute.
Quindi perché non ci sono medicine?
Sono spariti tutti i virus, i batteri e gli altri microorganismi nocivi?
Ne dubito, senza contare che ci sono molte altre cose che potrebbero danneggiarmi.
Sono ancora sensibile al dolore, come ho potuto verificare questa mattina; tuttavia, dove ho preso la botta, non c’è più il livido.
Non so quale conclusione dovrei trarre da questa scoperta, ma ho deciso di eseguire alcuni esperimenti.
Se non dovessi più scrivere altri aggiornamenti sul diario, sappiate che potrei essere morto per aver esagerato.
Inizio.

Da quando ho iniziato gli esperimenti, sono trascorse otto ore.
È quasi notte e io mi sento come se fossi uno scienziato pazzo che gioca con alambicchi ed elementi alchemici.
Sono vivo e in perfetta salute.
Ho la certezza quasi assoluta di non trovarmi più in un mondo a immagine e somiglianza dei miei desideri: forse qualcosa ha interferito, oppure tutto questo non dipende da me.
Non ho mai desiderato di diventare… immortale.
Posso usare questa parola?
Non sono arrivato al punto di tagliarmi la testa, ma i miei macabri esperimenti mi hanno fornito qualche indizio utile.
Ho cominciato a praticare un piccolo taglio su un dito.
Ho sanguinato poco per due secondi, poi il sangue si è coagulato e la ferita si è rimarginata completamente.
Non c’è la cicatrice: è proprio come se non mi fossi mai tagliato.
Ho ripetuto l’esperimento, per capire se il mio sistema immunitario migliora di volta in volta.
I tempi di guarigione sono rimasti i medesimi, quindi, pur possedendo una miracolosa abilità, non ho notato alcuna evoluzione nella mia proprietà guaritrice.

Secondo esperimento: bruciatura da fiamma.
Ho avvertito dolore, ma la pelle esposta è tornata normale in neanche trenta secondi; la successiva ripetizione ha portato allo stesso risultato.
Terzo esperimento: frattura.
Mi sono rotto un braccio; è guarito dopo circa due minuti.
Anche stavolta ho svolto una ripetizione, ma la frattura si è autoriparata sempre in due minuti circa.
Quarto esperimento: ingestione di sostanza tossica.
Ho bevuto un tappo di acido muriatico; a parte un lieve disturbo allo stomaco, non ne ho risentito.
Quinto esperimento: ferita all’arteria femorale.
Per capire dove praticare l’incisione, mi sono servito di un libro di anatomia.
Non solo non sono morto dissanguato, ma l’emorragia è stata di entità molto modesta, praticamente trascurabile.
Dalla gamba sono fuoriusciti sì e no dieci centilitri di sangue: un terzo di una piccola lattina.
La ferita si è autosuturata in un minuto circa.
A quel punto ho cercato di capire se questa abilità fosse anche retroattiva.
Avevo due carie ai denti, che sono sparite.
Anche le piccole cicatrici, derivanti da precedenti tagli, sono sparite senza lasciare traccia.

In base agli elementi in mio possesso, provo a dedurre alcune cose.
Non posso ancora garantire di essere diventato immortale; tuttavia, penso di poter prendere in considerazione la possibilità di essere diventato immune o resistente ad alcuni danni fisici.
Qual è l’entità del trauma da non superare?
Forse non c’è, o forse è appena poco sopra l’esperimento più pericoloso da me attuato.
Ritengo insensato correre ancora rischi inutili, quindi trascorrerò i miei giorni facendo uso del semplice buon senso ed evitando quelle situazioni di pericolo estremo.
Non eseguirò tuffi in mare gettandomi dal promontorio, così come non mi pugnalerò al cuore e non avvolgerò un sacchetto di plastica in testa.
Del resto, guarigione a parte, continuo a sentire dolore e non sono masochista, ragion per cui molte domande rimarranno senza risposta.
Adesso mi resta solo da capire perché mi sia successo questo.
Qua stiamo andando veramente ben oltre i miei desideri, anzi: semmai manca ancora una parte fondamentale.
Ho controllato su Internet e nessuna ha ancora risposto al mio appello.
Conclusione: non esiste alcuna ragazza e sono diventato immortale?
Dovrò vivere in solitudine fino alla morte dell’universo?
Spero proprio di no.

[continua]

© Vittorio Tatti

Un nuovo mondo – Capitolo 4

Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 3.

4

Nuovo mondo – 21 Agosto 2019 – Giorno 6

È spettacolare, semplicemente spettacolare!
Dalla descrizione non sembrava così bella, ma la mia nuova casa va oltre ogni mia più rosea aspettativa.
Anch’essa sembra sia stata costruita rispettando alla lettera ogni più piccolo dettaglio dei miei desideri, esattamente come il mondo che si è sviluppato intorno a me.
Mi ci vorrà parecchio tempo per descriverla, quindi inizio subito.
Si trova su un promontorio non proprio a picco sul mare, ma a poca distanza da esso e a circa una cinquantina di metri di altitudine.
A sud c’è il mare, a nord un bosco, a ovest e a est ci sono due zone pianeggianti.
L’abitazione è circondata da un muro simile a una fortificazione medievale: è alto dieci metri e spesso cinque; circonda un’area di quasi cinquecento metri quadrati.
Ci sono alberi (molti dei quali da frutta), prati, siepi, campi coltivati, un vialetto che scende fino a una spiaggia e un ruscello con laghetto e cascata; quest’ultimo ricorda quasi un giardino in stile giapponese.
La casa, esternamente, sembra un castello gotico in miniatura ed è costellato di doccioni dalle fattezze inquietanti.
È disposta su quattro livelli; lascerò per ultimo quello interrato, perché sembra uscito dalla mente di un creatore di giochi di ruolo.
Vista dall’alto assume una geometria quadrata e, ora che mi viene in mente, il tipo di architettura mi ricorda molto una grande cripta che vidi in un cimitero monumentale.
Entriamo dentro.
Per fortuna sono assenti quelle insulse zone cosiddette “open space” e le ampie vetrate che fanno entrare la fastidiosa luce del sole anche a mezzanotte; a casa mia voglio tanti muri, soffitti bassi e finestre piccolissime.
Pur essendo presente l’elettricità (anche se non so da dove arrivi), l’illuminazione è ricavata da candele e torce appese ai muri; sembra che non si consumino mai.
Negli angoli, in alto, sono presenti delle strategiche ragnatele: l’architetto che ha progettato questa casa deve conoscermi bene.
Piano terra: ingresso, cucina, sala e bagno; l’arredamento è tetro – in perfetta sintonia con l’edificio – e minimalista (non mi piace avere troppe cianfrusaglie in mezzo ai piedi).
Il particolare che ha attirato maggiormente la mia attenzione è un orologio a pendolo a colonna, posizionato accanto alla porta d’ingresso.
Suona ogni sessanta minuti, ma indica sempre la stessa ora: le 03:33, l’ora del diavolo; nasconderà qualche significato recondito?
La sala è divisa tra zona lettura – una biblioteca con camino, tappeto e poltrona – e zona scrittura – scrivania, scrittoio, mappamondo, ripiani vari.
Ho dato un’occhiata rapida ai libri: sono testi di tutte le epoche, ma sono privi di quelle pacchiane copertine sfavillanti imposte dagli editori moderni.
Sono a tutti gli effetti volumi simili ai tomi realizzati dai monaci amanuensi; per ovvie ragioni, però, i materiali sono in finta pelle; se fosse stata di veri animali, me ne sarei sbarazzato.

Prendiamo le scale con gradini in ardesia – come i pavimenti – e arriviamo al primo piano.
Qui ci sono una sala, due camere da letto e un bagno.
In realtà solo una svolge la funzione di camera da letto: l’altra è una stanza dei giochi per i gatti.
Li ho messi subito alla prova e sembrano aver gradito.
Qua, a differenza del piano terra, l’arredamento è così moderno che risulta anacronistico.
La sala sembra il Nerdvana, il paradiso dei nerd: computer, schermi, proiettori, visori per la realtà virtuale, poltrone.
Ci sono tre postazioni: una dedicata ai videogiochi, una ai film e una alla musica; gli scaffali contengono una mole sterminata di cartucce, DVD, CD e altri supporti.
Saliamo ancora: secondo e ultimo piano.
Qua si trovano una palestra e una terrazza coperta da una cupola in plexiglas; da qua potrò guardare il cielo stellato con un bel telescopio già posizionato, oppure il mare agitato nelle notti tempestose.
Il pavimento della palestra sembra quasi uno schermo interattivo: attraverso una pulsantiera è possibile selezionare il tipo di terreno di gioco visualizzato; c’è anche tutto l’occorrente per allestire un campo da calcetto, basket, tennis, pallavolo e molti altri sport.
Non manca nemmeno una piccola piscina; non sia mai che mi venga voglia di una nuotata.

Arriviamo al pezzo forte: il livello interrato o, come piace chiamarlo a me, bunker o dungeon.
Questo posto sembra che si trovi in una dimensione parallela, perché è qualcosa di così sterminato che non può essere contenuto nel sottosuolo del promontorio.
La botola d’accesso è all’interno dalla sala, a metà tra la zona lettura e la zona scrittura.
Attraverso un montacarichi, si scende a una profondità di un centinaio di metri.
La porta si apre e ci si trova in un tunnel di mattoni, esattamente come apparirebbe in un videogioco di ruolo; ecco perché l’ho chiamato dungeon.
Questo lungo corridoio dà accesso a cinque porte: due sul lato sinistro, due su quello destro e una frontale.
Prima porta: si va in una stanza di quasi dieci chilometri quadrati che ho chiamato centro commerciale.
Perché?
Perché qua c’è TUTTO, o almeno c’è quello che serve a me.
Proprio all’ingresso si trova un palmare che, tramite un codice alfanumerico, consente di individuare l’oggetto che si sta cercando.
Mi serve un quaderno?
Scrivo “quaderno” sullo schermo, compare un codice, le luci della stanza si spengono e si accende solo quella che illumina l’oggetto cercato.
Sul pavimento ci sono delle frecce luminose che consentono di seguire il percorso senza perdersi; è possibile camminare oppure lasciarsi trasporta da una comoda seggiovia.
Fate conto che, di ogni oggetto presente in casa, qua ce ne sono almeno dieci di riserva, a seconda della dimensione.
Quindi avrò almeno dieci computer di scorta, venti libri di scorta e cinquanta penne di scorta.
Accanto al centro commerciale si trova quello che ho chiamato supermercato.
È la stessa cosa della stanza precedente, solo che qui ci sono generi alimentari di ogni tipo, sia per me sia per i gatti.
Come già avevo notato nei negozi durante la fase iniziale di ricognizione, nessun alimento è provvisto di data di scadenza, quindi do per scontato che non si deteriorerà mai.
Ci sono anche celle frigorifere e piani di cottura, per avere non solo alimenti a temperatura ambiente, ma anche freddi o caldi a seconda delle mie esigenze.
E prima che me lo chiediate (anche se non potete): lo so che sono vegano, e infatti ho controllato le etichette dei prodotti che sembrano essere a base di carne e pesce.
C’è scritto semplicemente: “Carne sintetica” o “Pesce sintetico”.
Ci sono anche uova e latticini sintetici.
Li ho assaggiati e ricordano i sapori dei prodotti originali; non ho ragione di ritenere tali alimenti dannosi per la salute.

Passiamo all’altro lato del corridoio.
La prima stanza conduce a quella che può essere considerata una semplice abitazione: cucina, bagno, camera da letto e sala.
È praticamente una copia di quella che c’è in superficie, ma lo stile cambia decisamente.
Questa ricorda più una baita tipica degli ambienti nordici, con la sola differenza che, sul pavimento, ci sono i tipici tatami giapponesi.
L’atmosfera casalinga è molto accogliente e c’è tutto quello che occorre per un comodo soggiorno di lunga durata.
La quinta porta, invece, è il lasciapassare per una camera riservata esclusivamente ai gatti; è così grande che potrebbe ospitare migliaia di mici.
Il soffitto riproduce una copia artificiale del cielo diurno e notturno, con una luce che simula le varie ore della giornata.
Il pavimento è suddiviso in zone miste: erba, sabbia, parquet, moquette.
Ogni zona è riservata alle diverse “attività” dei gatti: erba e sabbia per il gioco, parquet per la pappa e moquette per il riposo; chiaramente, conoscendo i gatti, è altamente probabile che decidano di fare di testa propria.
Un sistema automatizzato pulisce le lettiere e le ciotole, mantenendo sempre tutto pulito e ordinato; non ho ancora capito come funzioni il meccanismo, ma indagherò appena avrò un po’ di tempo libero.
Questa stanza ha un’altra particolarità che oserei dire fantascientifica, ma ormai non mi stupisco più di nulla.
Dalla parte diametralmente opposta rispetto la porta d’ingresso, è presente un piccolo buco nero, abbastanza ampio da far entrare e uscire i gatti dalla stanza.
È possibile – ma anche qui devo averne conferma – che questo portale sia un tunnel spaziale collegato con l’ambiente esterno.
Ora la sparo grossa: secondo me è in grado di riconoscere il DNA dei gatti, quindi si materializza solo in loro presenza.
Ne avrei di cose da dire, ma lo farò se e quando avrò modo di testare questa sorta di rifugio sotterraneo; per il momento non ho motivo per rintanarmi qua dentro.

Invece c’è un’altra cosa che m’impensierisce.
Se anche avessi scelto un’altra casa, sono sicuro che l’avrei trovata identica a questa; pensavo di averla identificata per puro caso, invece era già tutto programmato.
E c’è dell’altro.
Posso anche capire questa nuovo adattamento della natura in un pianeta non più infettato dal virus umano, ma quale spiegazione dovrei attribuire all’esistenza di questo bunker?
Allo stato attuale non sono di certo in pericolo di vita, e non devo nemmeno compiere chissà quali sforzi per cercare di sopravvivere: ho già tutto a portata di mano, in quantità virtualmente inesauribile.
Quindi perché aggiungere anche il bunker?
Sono stato condotto qui in preparazione del vero evento cataclismatico che metterà fine a tutto?
Ma io non ho immaginato niente del genere, dopo l’estinzione umana.
Non ho desiderato la distruzione di un mondo popolato solo dagli animali.
Se qualcosa di terribile deve ancora succedere, non dipende dalla mia volontà!

[continua]

© Vittorio Tatti

Cæsar

Vorrei vegetare in una stanza senza finestre
per placare la mia agonizzante esistenza
rimanendo impassibile al tempo che scorre
e alla monotona alternanza delle stagioni.
Vorrei riaprire gli occhi e bear lo sguardo
assistendo alla caduta di Gomorra
ridotta in macerie dai dissidi tra stolti sovrani.
Udirei il melodico pianto di un negro infante
denutrito perché senza più rancidi seni
ai quali avvinghiarsi come un parassita.
Soffocherei i suoi strazianti gemiti
e calpesterei gli ignudi corpi dei defunti
inspirando i miasmi della ritrovata gioia.
L’incarbonito cielo divenuto discarica d’anime
innaffierebbe d’acido la cancrenosa piaga
nel passato nota come umana civiltà.
E finalmente danzerei tra le fiamme
come un allegro satiro pervaso di lussuria
intento a sedurre un’illibata ninfa
per divenir l’imperatore di un mondo giusto.

© Vittorio Tatti