Chi sono

Nome: Vittorio.

Cognome: Tatti.

Luogo di nascita: Quarto dei Mille (Genova).

Data di nascita: Domenica 19 Ottobre 1975.

Sesso: maschio D.O.C., 100% eterosessuale, ficacentrico, sapiosessuale.

Stato civile: irrimediabilmente single.

Stato mentale: volubile, lunatico, impaziente, intransigente, estremista, contraddittorio, misantropo, misofono, irrequieto, cinico, provocatorio, irritabile, passionale, ossessivo, incostante, creativo, curioso, solitario, sarcastico, gatto.

Segni particolari: dito medio perennemente issato, etichettatore seriale, memoria sociale indelebile, fanculizzatore professionale, accumulatore di libri, pensatore compulsivo.

Ideologia: pro VHEMT, pro eutanasia, pro aborto, pro decrescita, etnonazionalista, no LGBT, no immigrazione, no global, anticapitalista, antieuropeista, ateo agnostico, gattofilo, animalista, vegano, grammar nazi, caosofilo, destinofobo.

Cosa mi piace: scrivere (racconti, poesie, aforismi e romanzi), leggere (romanzi classici e moderni, poesie classiche, poemi classici, saggi scientifici, storici, letterari e filosofici, biografie, diari, enciclopedie, manga), interagire con ragazze/donne, Internet (al netto degli idioti presenti in Rete), immaginare l’estinzione dell’umanità, il silenzio, l’isolamento, la solitarietà, i muri, i film americani (in prevalenza horror, ma non solo), ogni riferimento alla tematica della possessione demoniaca (anche se non ci credo).

Cosa odio: l’umanità, gli idioti, i vicini di casa, i bambini, i turisti, i casinisti, i politici, alcuni parenti, le sigarette, gli alcolici, le droghe, il gioco d’azzardo, tutto quello che ha un motore, il calcio, l’astrologia, la superstizione, la scaramanzia, la tv, caccia&pesca, parlare al telefono, il femminismo, i social network, gli errori grammaticali, l’ipocrisia, il politicamente corretto, il buonismo, la religione, la burocrazia, il formato EPUB, i prezzi che finiscono per 9, l’articolo determinativo prima di un nome proprio femminile, i giorni festivi, il fine settimana, il ponte vacanziero, i fuochi d’artificio, i ritardatari, ogni tipo di ballo, i CAPTCHA, le faccende domestiche, la pubblicità, il rumore, la mancanza di etica della scienza, i meme, le citazioni, la compassione post mortem, viaggiare, lo spam, i copia/incolla, le copertine dei libri, le giornate mondiali, chi usa il clacson per chiamare le persone, i manuali su come diventare felici, il meteo non in sintonia con l’umore.
__________

F.A.Q.

1) Perché le copertine dei tuoi e-book sono tutte uguali?

Diverse ragioni mi hanno spinto a prendere questa decisione, apparentemente, dalla valenza poco artistica: la totale mancanza di competenze grafiche, la precisa volontà di non attirare lettori utilizzando la copertina come esca e il narcisistico desiderio di attribuire un valore puramente letterario agli e-book scritti e pubblicati da me.

2) Ho visto in una libreria digitale più edizioni di uno stesso e-book (con la vecchia copertina o con un prezzo diverso); qual è l’edizione corretta?

A volte succede che, in seguito a un aggiornamento (per esempio: per un cambio di copertina, per la correzione di un refuso o per un ritocco del prezzo), si renda necessario inviare nuovamente l’e-book al relativo negozio digitale; non tutti, però, sono precisi e celeri nell’aggiornamento della catalogazione, quindi si viene a creare la fastidiosa situazione di trovare dei doppioni.
In caso di dubbi segnalatemi il problema, in modo che possa guidarvi verso l’edizione corretta (sperando, ovviamente, che il doppione venga eliminato).

3) Cosa significa il logo in bianco e nero con le due faccine?

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Il logo – da me stesso creato (in due versioni, anche se utilizzo solo l’ultima) – è la mia interpretazione personale del famoso Taijitu, il simbolo della cultura cinese che rappresenta yin e yang.
Essendo una persona volubile – e decisamente incline agli sbalzi d’umore – ho pensato di esprimere il concetto “fondendo” la tristezza nel bene (la parte sinistra del logo) con la felicità nel male (la parte destra del logo).
A differenza del Taijitu, però, le due metà non s’incontrano armonicamente, ma c’è una drastica separazione con una linea retta, proprio per enfatizzare la tendenza ad andare da un estremo all’altro in maniera repentina e senza moderazione.

4) Perché l’edizione cartacea di Bianco e Nero è acquistabile solo tramite il sito dell’Editore?

La questione è spinosa ma, a costo di andare contro i miei interessi, ho intenzione di non nascondere certe problematiche che sorgono quando si intende pubblicare con case editrici minori (le uniche che accetterebbero di pubblicare il libro di un autore esordiente senza spillargli dei soldi).
Anni fa mandai il manoscritto della mia prima raccolta di racconti a diversi editori, ma solo una casa editrice accettò di pubblicarlo senza chiedere un contributo economico: Arduino Sacco Editore.
Tutto a posto, quindi?
Direi proprio di no.
Le librerie da me contattate hanno sempre detto di non accettare libri di autori sconosciuti (a meno che, presumo io, non abbiano alle spalle editori del calibro di Feltrinelli o Mondadori…), da qui l’impossibilità di poter beneficiare di una distribuzione libraria.
Ci sarebbe stata l’alternativa della presentazione, se non fosse saltato fuori il non trascurabile dettaglio che, per questo tipo di evento, avrei dovuto acquistare i miei stessi libri, per poi rivenderli durante la presentazione; particolare, questo, non menzionato nel contratto di pubblicazione.
Può sembrare controproducente, ma bisogna capire che, quando si pubblica con una piccola casa editrice, all’autore viene lasciato l’ingrato compito di creare la copertina, correggere, editare, formattare e pubblicizzare il libro; fare tutto questo lavoro, e solo per ricevere una risicata percentuale del prezzo di copertina, mi sembra sinceramente una presa in giro.
Un autore dovrebbe pensare a scrivere, non perdere tempo con questione tecniche che esulano dall’aspetto creativo della nascita di un libro.
A quel punto, non gradendo l’interpretazione del ruolo di vacca da mungere, ho deciso di non attivarmi più per la vendita dell’edizione cartacea, concentrandomi unicamente sull’autopubblicazione in digitale.
Al limite potrei prendere in considerazione la possibilità di stampare in cartaceo su richiesta (quello che, nel gergo tecnico, viene chiamato print-on-demand), ma lo farei unicamente in caso di contatto diretto con il lettore e solo su sua iniziativa.

5) Perché non organizzi mai eventi sul blog per pubblicizzare gli e-book?

Per tre ragioni: non so come fare, non mi piace e non ne ho voglia.
Non si offendano i “colleghi” che riescono a campare grazie a massicce campagne pubblicitarie, ma trovo ridicolo dover dedicare più tempo alla promozione di un libro piuttosto che alla sua creazione.
Autore = scrittura; stop.
Scrivere mi piace anche perché mi permette di esprimere quello che penso senza filtri e senza dovermi preoccupare della reputazione o di essere un buonista politicamente corretto; non sono e non voglio essere un personaggio costruito ad arte per attirare le simpatie dei lettori.
In ogni caso, sapendo che sgrammaticati youtuber vengono invitati nelle grandi librerie per organizzare eventi, si capisce quanto a priori sia inutile – oltre che antieconomico – scrivere solo per se stessi.
Chi non è social e non è disposto ad abbassarsi a fotoritoccare la propria anima, difficilmente sarà in grado di trovare una quota significativa di visibilità.
Se dovessi prostituirmi come fanno tanti “colleghi”, penso che perderei irreversibilmente il piacere di scrivere.

6) Quello che scrivi è autobiografico?

Dipende; di certo c’è solo che non scrivo mai per compiacere chi legge, quindi non esterno mai emozioni che non provo o comportamenti che non mi appartengono; questo, nelle poesie.
Nei racconti/romanzi, invece, cerco di descrivere il mondo che vorrei, non quello che è (per esempio: essendo io astemio, ignoro volutamente lo stereotipo del protagonista che beve alcolici per dimenticare i propri problemi).
Questo non significa che tutto quello che scrivo sia autobiografico, ma solo che fantasia e personalità si fondono in un binomio attraverso comuni elementi di reciproca compatibilità.

Ultimo aggiornamento: 05/03/2019.

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15 pensieri riguardo “Chi sono

  1. A prima vista avrei detto una pallina da golf, ma leggo che è ben altro il tuo logo.
    Ho lavorato quattordici anni come tecnico per la gestione delle gare di golf.
    Non amo il golf. Neppure i golfisti.

    Mi piace

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