Aforisma della pazzia

È da pazzi continuare a sopravvivere in questo mondo di normali.

© Vittorio Tatti

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Nera visione

Buio…
notte…
oscurità…
tenebre…
Né sole né fiori
né arcobaleno né cielo azzurro
né canti né abbracci.
Niente più è vivo e insulso
nessun verso di sgraziato giubilo:
è solo liberatoria negazione della luce.
È l’ora dell’inganno e dello spergiuro
della carne e della seduzione
della sodomia e dell’orgasmo
dei cazzi che eiaculano
delle fiche che si contraggono.
E le stelle stanno a guardare
mentre si masturbano pudiche
ricambiando il sollazzo della sbirciatina
con desideri infimi e triviali.
È l’istante della mia rivincita
del respiro che mi rigonfia il petto
degli occhi che si accendono vivaci
del cuore che pulsa di passione
dei sogni che prendono forma
del dito medio che sfancula il mondo.

© Vittorio Tatti

Un nuovo mondo – Capitolo 3

Capitolo 1.
Capitolo 2.

3

Nuovo mondo – 20 Agosto 2019 – Giorno 5

Dirigendomi in camper verso la nuova casa, mi sono accorto che, nell’ambiente circostante, è avvenuto un radicale, quanto imprevisto, mutamento.
Da quello che posso osservare, sono sparite tutte le antenne, i tralicci dell’alta tensione, le centraline, i lampioni, i contatori e i cavi interrati, inclusi quelli del gas e dell’acqua.
Non sono più presenti nemmeno le condotte fognarie né le strade asfaltate, tranne quella che sto percorrendo.
Ma non è tutto: sono scomparsi anche interi paesi, ora sostituiti da una folta vegetazione.
È come se, di punto in bianco, qualcuno avesse cancellato ogni traccia di civiltà umana rimasta, per ripristinare la natura deturpata dagli uomini.
Ormai non dovrei più stupirmi di nulla, e invece ho fatto una scoperto ancora più sconcertante.
Con me ho un computer portatile e lo smartphone: funzionano senza problemi e hanno le batterie sempre al massimo, come se non consumassero energia elettrica.
Ho visionato alcune mappe satellitari: tutti i continenti sono diventati verdi, a esclusione delle zone desertiche, montuose e glaciali.
L’urbanizzazione è un concetto ormai obsoleto, se non addirittura indefinibile: tutta la storia umana, incluse le piramidi egizie e gli acquedotti romani, è stata cancellata; se ora tornassi indietro, forse non ci sarebbe più nemmeno la mia vecchia casa.
Sto viaggiando ben oltre i confini della realtà.
Mi sento come se mi avessero teletrasportato in un universo parallelo, nel quale è presente la più grande delle utopie.
Chissà… forse, in questo mondo, sono il dio di ogni cosa senza saperlo.
No, sto correndo troppo con la fantasia.

Non ho ancora ricevuto risposta al mio messaggio su Internet.
Ho elaborato alcune ipotesi, per questo persistente silenzio:

– la ragazza non esiste, quindi il mio desiderio si è realizzato solo in parte
– la ragazza esiste, ma non si è ancora collegata a Internet o non sa come farlo
– la ragazza esiste, ma mi sta ignorando di proposito, perché mi conosce e vuole evitarmi

Immagino come possa sentirsi spaesata, dopo aver visto volatilizzare nel nulla tutti gli umani e il mondo che conosceva e, forse, apprezzava.
Anche io mi sento decisamente disorientato, ma a me il mondo così com’è diventato piace molto.
Sicuramente, se foste al mio posto, voi non la pensereste così.
Voi…
Chi siete voi?
Mi state osservando da lontano?
Sono forse l’ignaro protagonista di un diabolico reality show?
E perché vi siete presi il disturbo di organizzare tutta questa messinscena?
Esistete, voi?

È ora di rimettermi in marcia: credo che ci vorrà poco meno di un’ora, per raggiungere la nuova casa.
I gatti guardano incuriositi l’ambiente esterno e sono tranquilli; io mi sento un po’ agitato, perché non ho risposte alle mie – credo legittime – domande.
Non effettuerò più soste fino a quando non sarò giunto a destinazione, ma scriverò il prossimo aggiornamento solo dopo essermi riposato.

[continua]

© Vittorio Tatti

Ultimo desiderio

E quasi piangevo commosso
al cospetto di quel marmoreo cielo
come l’opera di un maestro scultore.
Era sbocciato in me
un timido sorriso di gioia
risorto sotto le grigie nubi.
E ora piango disperato
trafitto da questo immondo sole
che nessuna pietà dimostra.
Pugnalate il mio cuore
bendato e offeso
e posatelo in sarcofago di tenebra.
V’imploro
concedetemi un po’ di pace
fatemi smettere di soffrire.

© Vittorio Tatti

È ancora, non è più

È l’incompletezza insanabile
che grida e ruggisce il proprio tormento
come l’onda schiantata sullo scoglio
che arretra e si fa sempre più furiosa.

È la tenue fiammella
illusoria nel suo risplendere al buio
che tenta con fatica di dominarlo
ma si rassegna a essere risucchiata.

È la risata rotta dal pianto
disperata nella sua debole insistenza
lacerata da quell’amara lacrima
nella resa viene zittita.

È la mano che scrive tremante
che immortala il proprio dolore
immane e indelebile
in una pagina impossibile da strappare.

È il sogno che nasce al tramonto
che all’alba muore e si estingue
lasciando nel cuore un seme
che germoglia come pianta infestante.

È la finestra di casa
che mostra inerme il paesaggio
ridotta in frantumi da un sasso
testimone della sua fragilità.

È la foglia d’autunno
lesta a cadere al suolo
che esaurisce il proprio ciclo
e la vita in lei scade.

È la bellezza appassita
quella del volto nel tempo
ghermita dalla mente
schernita dal cuore.

© Vittorio Tatti

Un nuovo mondo – Capitolo 2

Capitolo 1

2

Nuovo mondo – 19 Agosto 2019 – Giorno 4

Quanto vorrei vedere la faccia di tutti quelli che, conoscendo il mio desiderio d’isolarmi dalla società, mi dicevano: “Ma sei scemo? Da solo, ti annoieresti”.
Me la sto spassando, altro che noia.
Sto facendo quello che voglio senza ricevere il minimo disturbo; che poi, essendo una persona tranquilla, quel “voglio” è limitato al semplice rilassarmi, senza inutili stress.
Che goduria non avere vicini di casa; in teoria, potrei anche andare a dormire a mezzogiorno e nessuno mi sveglierebbe.
Finalmente non sento più quelle ridicole lamentele degli incivili trogloditi: “È giorno: posso fare tutto il casino che voglio” o “È casa mia: posso fare casino anche di notte”.
Detto tra noi – o forse tra me e me – prima o poi avrei ammazzato qualcuno, se avessi continuato in quel modo.
È assolutamente vero e ora ne ho la conferma: l’unico essere umano buono, è l’essere umano morto.
Come ho sempre sostenuto, il problema principale dell’umanità è sempre stato l’umano stesso.
Questo è il vero mondo ideale, non quello delle multinazionali, delle grandi opere, degli smartphone, dei social network, dei confini politici aperti a chiunque e senza controllo.
Niente guerre, niente distruzione, niente fame, niente malattie, niente globalizzazione, niente consumismo, niente politicamente corretto.

Tuttavia, non voglio commettere un grave errore che questo slancio d’entusiasmo potrebbe infliggermi.
Sarebbe fatale considerare la situazione attuale permanente: in fondo, così come gli umani sono spariti, così potrebbero ricomparire da un momento all’altro.
Ipotizzando il peggior scenario possibile (ossia il ripristino della vecchia società), sto riempiendo un camper con una consistente quantità di armi, viveri e soldi in contanti: se un giorno il mondo dovesse tornare com’era prima – ma mi auguro proprio di no – non mi farò trovare impreparato.
Stavo pensando di demolire le case dei vicini di casa, per ogni evenienza; riflettendoci meglio, però, ho ritenuto più utile falsificare un contratto notarile e intestarmi una casa in un luogo isolato, con vista sul mare, un bosco alle spalle, un pozzo, dei pannelli fotovoltaici, un bunker e una vasta area recintata.
Penso che andrò anche in una banca, aprirò un conto corrente e simulerò un deposito di qualche milione di euro.
Appena avrò svolto questi e altri compiti, mi trasferirò già nella nuova casa insieme ai miei gatti; pur avendoli lasciati liberi, sono tornati anche senza averli chiamati, quindi porterò con me almeno loro.

Stavo riflettendo su questa esigenza di immortalare le mie gesta; chi mai leggerà le parole che sto scrivendo?
Sto cominciando a parlare da solo: è un primo segno di pazzia?
Ma no, quello l’ho sempre fatto; è come dialogare con persone immaginarie, create dalla fantasia.
Scrivere mi aiuta a prendere mentalmente nota dell’evolversi degli eventi e a tenere la mente in esercizio.
A questo proposito, ho trascorso le ultime ore cercando di trovare una spiegazione plausibile e razionale sul perché sia successo tutto questo.
Com’è possibile che siano spariti nel nulla quasi otto miliardi di esseri umani?
E perché sono sopravvissuto solo io?
Penso che anche altre persone abbiano avuto desideri simili ai miei, eppure non c’è alcuna traccia di loro.
Ho lasciato messaggi ovunque, su Internet; chiunque, ritrovandosi completamente solo, avrebbe cercato informazioni in Rete, quindi avrebbe letto anche il mio messaggio.
Al momento non ho ricevuto risposta e questo mi dà la certezza assoluta che non ci sia nessun altro, a parte me.
Ora mi sta venendo un atroce sospetto: che non ci sia nemmeno la ragazza dei miei sogni?

[continua]

© Vittorio Tatti